TikTok ha rimosso 34 account con oltre 66.000 follower che, secondo la piattaforma, amplificavano artificialmente narrazioni politiche a sostegno del partito DPS – New Beginning (DPS-NN) in vista delle elezioni parlamentari bulgare del 19 aprile, in quella che finora rappresenta l’unica azione pubblicamente nota contro la manipolazione dei social media durante l’attuale campagna elettorale.
Il DPS è guidato da Delyan Peevski, un oligarca e mediatore di potere sanzionato per corruzione da Stati Uniti e Regno Unito. Il nome di Peevski è spesso associato a segnalazioni di compravendita di voti e manovre politiche spregiudicate.
La decisione arriva dopo un recente rapporto della Balkan Free Media Initiative (BFMI), realizzato con la società di analisi Sensika, che avvertiva come l’ambiente informativo digitale bulgaro fosse già “manipolato su larga scala” settimane prima del voto.
In un aggiornamento pubblicato l’8 aprile dal suo Global Elections Integrity Hub, TikTok ha dichiarato di aver smantellato “una rete che prendeva di mira il dibattito politico in Bulgaria”, ritenuta operare dal Paese e rivolta a un pubblico bulgaro. Non vi sono, apparentemente, sospetti di interferenze straniere.
“La rete comprendeva 34 account con 66.763 follower”, ha affermato TikTok. “Gli individui dietro questa rete hanno creato account non autentici per amplificare artificialmente narrazioni a sostegno del partito politico DPS-NN nel contesto delle elezioni parlamentari bulgare dell’aprile 2026. È emerso che la rete coordinava attività su più piattaforme online”.
La piattaforma ha spiegato che la rimozione rientra in misure più ampie per l’integrità elettorale. Tra il 1° gennaio e l’8 marzo, TikTok ha eliminato in Bulgaria 3.790 video per violazioni delle politiche su integrità civica ed elettorale, disinformazione, contenuti manipolati e contenuti generati dall’IA, aggiungendo che oltre il 99,6% dei materiali è stato rimosso prima di essere segnalato dagli utenti.
TikTok ha inoltre dichiarato di aver eliminato cinque account che impersonavano candidati elettorali e funzionari pubblici bulgari.
Il primo monitoraggio delle manipolazioni elettorali della BFMI, che copre il periodo fino al 17 marzo, ha concluso che lo spazio informativo bulgaro era già esposto a interferenze sofisticate, difficili da distinguere dal sentimento pubblico autentico.
La conclusione centrale del rapporto è netta: “L’ambiente informativo della Bulgaria è già manipolato su larga scala; la manipolazione è sufficientemente sofisticata da risultare difficile da distinguere dal reale sentimento pubblico, e né le piattaforme che la ospitano né le autorità responsabili della regolazione hanno finora risposto in modo significativo.”
Il rapporto della BFMI, con sede a Bruxelles, e della società Sensika ha individuato tre tattiche attive che modellano l’ambiente online: il potenziamento dei contenuti tramite pagine acquistate, attività coordinate non autentiche su più piattaforme e il dirottamento degli hashtag degli avversari.
Tra le conclusioni più incisive figura quella secondo cui “la rete di account che opera per conto di DPS – New Beginning merita particolare attenzione, dato il volume, l’uniformità e l’evidente coordinamento dei contenuti.”
Per ora, l’intervento di TikTok resta l’unica risposta confermata pubblicamente da parte delle piattaforme nel ciclo elettorale bulgaro in corso.
Due settimane fa, il governo bulgaro ha annunciato di aver attivato il sistema di risposta rapida previsto dal Digital Services Act dell’Unione europea, chiedendo supporto per contrastare i rischi di disinformazione in vista del voto. Richieste simili sono già state presentate da Moldova, Romania e Ungheria. È stato inoltre chiesto al giornalista investigativo Christo Grozev di contribuire agli sforzi del Paese contro disinformazione e minacce ibride prima delle elezioni anticipate.
La BFMI sostiene che l’attivazione ripetuta di questo meccanismo in quattro cicli elettorali consecutivi nella regione sollevi interrogativi più profondi.
“L’uso routinario di questo meccanismo in quattro cicli elettorali consecutivi nella regione suggerisce una di due cose: o le condizioni sono strutturali piuttosto che eccezionali, oppure il meccanismo stesso non funziona in modo sufficientemente efficace da prevenirne la ricorrenza”, ha dichiarato l’organizzazione. La sfida, tuttavia, è tanto istituzionale quanto tecnologica.
Il meccanismo di risposta rapida dell’Unione è progettato principalmente per coordinare autorità e piattaforme, più che per imporre direttamente interventi. In Bulgaria, l’assenza di un Coordinatore dei servizi digitali formalmente designato ha sollevato dubbi sulla capacità del Paese di reagire rapidamente alla disinformazione coordinata o al finanziamento occulto delle campagne online.
La Commissione elettorale centrale non ha ancora avviato un’indagine sull’acquisto e il riutilizzo di pagine social a fini elettorali, nonostante le crescenti preoccupazioni che tali pratiche possano facilitare finanziamenti anonimi delle campagne.
La questione è emersa nel dibattito pubblico dopo che media bulgari hanno documentato account TikTok presentati come pagine di notizie che diffondevano contenuti favorevoli all’ex presidente Rumen Radev e alla sua formazione politica. Alcuni account apparivano formalmente separati ma di fatto collegati, rilanciando reciprocamente i contenuti per amplificarne la portata. I materiali consistevano spesso in immagini statiche con voci apparentemente generate dall’IA o clip di vecchi interventi presidenziali riproposti come attuali.
Un successivo rapporto BFMI-Sensika ha rilevato che, pur non avendo un account ufficiale su TikTok, Radev aveva accumulato 90 milioni di visualizzazioni attraverso reti il cui “comportamento è difficile da spiegare con la sola attività organica”.
Radev ha criticato duramente queste accuse, sostenendo che l’opposizione stia cercando di delegittimare le elezioni richiamando quello che ha definito il “modello rumeno”. Facendo riferimento al caso del candidato presidenziale di estrema destra Călin Georgescu, dopo che la Corte costituzionale rumena aveva annullato il primo turno delle elezioni del 2024 per sospette interferenze esterne via TikTok.
La BFMI avverte che l’intervento di TikTok, pur significativo, affronta solo una parte del problema.
“Se da un lato TikTok è intervenuta e ha collaborato con la società civile, Meta non ha ancora risposto”, ha dichiarato l’organizzazione, sottolineando che le reti non autentiche più estese documentate restano attive sull’infrastruttura di Facebook.
Ha inoltre aggiunto che la rimozione di account su una piattaforma incide poco sulla capacità operativa complessiva di queste reti di influenza, che possono spostarsi rapidamente mantenendo intatta la propria infrastruttura altrove.
Il caso bulgaro è sempre più osservato come un banco di prova per capire se le istituzioni europee e le grandi piattaforme siano in grado di reagire abbastanza rapidamente da proteggere la credibilità democratica in un ambiente informativo ad alto rischio e persistente.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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